La vita viene dal mare: ogni uomo trascorre immerso nel liquido amniotico i primi nove mesi della sua esistenza. Non solo veniamo tutti dal mare, ma il mare sopravvive in noi, “E’ fisiologicamente simile all’acqua di mare la composizione dell'ambiente liquido interno, sangue e linfa, di tutti gli organismi viventi” 
Quando il biologo René Quinton enuncia questo principio, nel 1897, la scienza ride di lui. Occorrerebbe provarlo! 
Quinton accetta la sfida: organizza la prova sperimentale, anziché nel chiuso del suo studio, in un locale pubblico del laboratorio di Fisiologia Patologica del College de France. Il primo esperimento lo compie su un cane anziano affetto da vari tumori, lo dissangua in quattro minuti, fino alla abolizione del riflesso corneale. L’animale è in coma. Quinton ne sostituisce il sangue con acqua di mare diluita con acqua distillata; il cane “resuscita”! Rifarà l’esperimento, per confermare che l’acqua di mare è “come sangue” e dunque tale da non comportare mai pericoli, iniettando a un cane “più del suo stesso peso” in acqua marina diluita. 
Gli animali ripresisi in pochi giorni saranno più vivaci di prima, come avessero cioè avuto un preciso beneficio trovando nell’acqua di mare un apporto vitale superiore a quello stesso del sangue sottratto loro. Per demolire Quinton e il suo successo, dei medici sostengono che al posto dell’acqua, con eguali risultati, si può immettere “soluzione fisiologica”; non è così, i loro animali da esperimento moriranno. René Quinton non si accontenta, va più in là.

C’è una cellula vivente che nessun elemento artificiale, a differenza appunto del sangue e dei liquidi organici, riesce a mantenere in vita: il globulo bianco. 
Quinton immette in una soluzione di acqua di mare globuli bianchi di ogni specie vivente, dai pesci agli uccelli e dai rettili all’uomo, e sempre i leucociti sopravvivono. 
In tempi successivi (i mezzi tecnici della fine del secolo non lo permettono), Quinton porterà, dopo un certosino lavoro di ricerca, anche la prova chimica dell'equivalenza fra sangue e acqua di mare: per la natura dei sali, per la presenza di oligo-elementi, per le proprietà chimiche 
nulla rassomiglia al “mezzo liquido interno” dell’uomo più della semplice acqua del mare.        Solo nel sangue e nell’acqua di mare esistono, tra l’altro, tutti i 92 elementi della Tavola Periodica. 
E’ la prima delle grandi leggi di Quinton, la “ LEGGE DELLA COSTANZA MARINA”: “La vita animale apparsa allo stato di cellula nel mare, per conservare il suo alto funzionamento cellulare, tende a mantenere attraverso le svariate serie zoologiche le cellule costitutive dell’organismo nel mezzo marino delle sue origini”

La scienza ufficiale ride anche quando Quinton enuncia la seconda delle sue leggi, la “LEGGE DELLA COSTANZA TERMICA”: “Di fronte al raffreddamento del globo, la vita apparsa allo stato di cellula a una determinata temperatura tende a mantenere, per il suo alto funzionamento cellulare, la temperatura delle sue origini”. 
Specie nate in epoche diverse hanno quindi una temperatura basale diversa. Il grande Richet, autore di una monumentale opera su “Il calore animale”, non si degna neanche di rispondere a Quinton, quando questi gli domanda se gli risulti (come dovrebbe essere, se la legge fosse vera) che le varie specie animali abbiano temperature “variabili fra i 15 e i 44 gradi”  
Charles Richet scrive su un foglietto: “Tutti i mammiferi hanno una temperatura fra i 37 e i 39 gradi”, lo consegna a Quinton e lo mette alla porta. 
A Quinton non resta, ancora una volta, che controllare lui stesso la validità di ciò che afferma        (scrive : “Ora sto mettendo un termometro nel retto di tutti gli animali possibili“). E i risultati distruggono l’opinione di Richet: la temperatura dei mammiferi varia, a seconda delle specie, dai 16 gradi (l’ornitorinco) ai 43 gradi dei mammiferi delle regioni artiche. Dunque anche la seconda legge di Quinton, quella della costanza termica, è vera! 
La legge della costanza marina, ma soprattutto quella della costanza termica, portano a due ordini importanti di conseguenze. Il primo è che sembrano negare la teoria dell’evoluzione darwiniana: se la vita rifiuta di adattarsi, allora non è vero che evolve. Gli avversari prendono appunto Darwin a pretesto per attaccare Quinton, ma il biologo risponde:”Le leggi di costanza non escludono l’evoluzione. Al contrario la rendono necessaria, però solo nella misura in cui organi nuovi hanno permesso agli esseri viventi di mantenere in sé le condizioni originali e permanenti dell’attività vitale”. Darwin cioè è in errore solo là dove vuol sottomettere la biologia all’anatomia; le forme anatomiche cambiano (anche per Quinton), ma appunto per permettere ai valori biologici di mantenersi costanti. 
Sarà il segretario dell’Accademia delle Scienze Albert Dastre, presentando col peso della sua autorità nel 1906 l’opera dell’ autodidatta Quinton ai colleghi dell’Accademia, a collegare acutamente i contributi . Dirà:“ Darwin ci ha insegnato che l’obbedienza alla legge d’adattamento domina le forme animali, Quinton ci insegna ora che la resistenza dell’adattamento domina la vita animale”. 
La seconda conseguenza è in diretto rapporto alla terapia medica. Il calore dell’acqua di mare alle origini (dunque una condizione ottimale di vita per Quinton) era di 44 gradi. La cellula animale non può superare tale temperatura; al di sopra dei 45 gradi subentra la disorganizzazione cellulare. Ma fino al limite di questi valori il rialzo termico non è fatale e, al contrario, “determina una accelerazione di vitalità”. Rapportato al fenomeno della febbre, il discorso di Quinton ne conferma la finalità salutare e di difesa; un organismo si surriscalda, quando è malato, per un meccanismo vitale di difesa che mira a dare alle cellule il loro massimo potenziale di attività nella lotta contro i batteri. Non dimentichiamo la tendenza a combatte i tumori elevando a 42°la temperatura del corpo (Goetze e Lambert scrivono: “A tale temperatura la cellula tumorale soccombe, mentre la cellula sana sopporta valori anche superiori ai 43°C “). 
Ora la scienza non ride più. Pubblicando “Eau de mer, milieu organique” Quinton completa le sue leggi e vi aggiunge la “ LEGGE DLLA COSTANZA OSMOTICA”: “La vita animale, apparsa allo stato di cellula nei mari a una concentrazione salina determinata, tende a mantenere attraverso la serie zoologica, per il suo alto funzionamento cellulare, la concentrazione salina delle origini”. 

Anche questa legge ha una diretta conseguenza in terapia. Se vogliamo utilizzare l’acqua di mare come farmaco da immettere nel corpo umano dobbiamo tener presente che la concentrazione salina del mare delle origini (quella appunto che si trova oggi nel plasma umano) è di 9 grammi di sale per mille. Viceversa il mare nei millenni ha accresciuto (per deposito e concentrazione) la sua salinità fino al 36 per mille. Guai a iniettare direttamente tale acqua: occorre prima renderla “isotonica”e cioè diminuirne la concentrazione dei sali al 9 per mille. In concreto Quinton lo farà (è la formula del “siero di Quinton”) unendo a due parti di acqua di mare cinque parti di acqua piovana insalina sterilizzata.

 ​​​Dopo l'enunciazione delle LEGGI DELLA COSTANZA ed i successi ottenuti con la sperimentazione sugli animali, è dunque venuto il momento di sperimentare sull’uomo. René Quinton prova per la prima volta all’Ospedale dell’Hotel - Dieu, su un cirrotico in agonia, di cui la morte è attesa in giornata. 
Gli inietta intravena una dose massiccia di acqua di mare isotonica e il cirrotico lascerà guarito l’Hotel - Dieu due settimane più tardi. 
I casi successivi sono due sifilitici, essi pure in agonia, e un tubercolotico al terzo stadio. Quinton inietta (ora in sottocutanea) l’acqua di mare e li salva tutti e tre. 
Da quel momento i successi dell’impiego del siero (o plasma) di Quinton non si contano. 
Nel 1906 il siero arresta un’epidemia di colera infantile; negli anni seguenti si moltiplicano i dispensari (tutti gratuiti, come Quinton dimostrerà contro un’offensiva dell’Accademia di Medicina che gli imputa, oltre al curioso appunto di avere “studiato il metodo al di fuori del corpo medico”, l’accusa pesante di avere “speculato sul siero”). 
La terapia di Quinton ottiene successi a ripetizione, specie nelle atrepsie infantili (sottosviluppi, ritardo di peso, disordini digestivi), nelle enteriti, nelle psoriasi. 
Quanto alle patologie degli adulti, il siero è indicato specie per le cure antitubercolari, nelle tossicosi, in dermatologia... (continua)


RENE' QUINTON E LE LEGGI DELLA COSTANZA

CONOSCERE L'ACQUA DI MARE

PROMOZIONE DELLA CULTURA DELL'UTILIZZO DELL'ACQUA DI MARE A SCOPI NUTRIZIONALI E TERAPEUTICI